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Sant'Antonio di Ranverso

Sant'Antonio di Ranverso

La Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso si trova nel territorio del comune di Rosta, poco oltre l'abitato di Rivoli, verso Avigliana. Fu fondata ad opera degli Antoniani, un ordine monastico costituitosi alla fine dell'XI secolo a Vienne, nel Delfinato, con lo scopo di assistere gli ammalati più gravi, quelli che la società allontanava dalla vita civile evitandoli con orrore e terrore: i lebbrosi, ma anche i colpiti dal "fuoco sacro" o "fuoco di Sant'Antonio", cioè l'erpete zoster, una malattia endemica nel Medioevo.
Nel 1188 Umberto III di Savoia, detto il "Beato", donò all'ordine Antoniano alcuni terreni e le rendite di un mulino situato nella zona di Rio Inverso, al confine tra Rivoli ed Avigliana, ponendo così le basi per la costruzione della Precettoria. La sua collocazione lungo l'antica strada di Francia che, attraverso la Valle di Susa, portava ai valichi del Moncenisio e del Monginevro, la poneva in un luogo di continui passaggi di pellegrini, mercanti ed eserciti. Il monastero fu intitolato a Sant'Antonio, con l'aggiunta dell'indicazione della località Rio Inverso (poi trasformato nell'attuale Ranverso). Divenne ben presto una delle più importanti sedi dell'ordine, tanto che il suo precettore era secondo solo al Gran Maestro. La prosperità economica di cui godette l'abbazia portò a progressivi ampliamenti delle costruzioni. Il presbiterio venne allungato già nel XIII secolo. Più tardi si aggiunsero le cappelle sul lato nord, la navata destra, il presbiterio con l'abside poligonale: a metà del XV secolo fu completata la nuova facciata in cotto. Nel 1776, con la bolla del papa Pio VI, venne decretata la soppressione dell'ordine Antoniano: il complesso monastico, con il cospicuo patrimonio fondiario, passò quindi all'Ordine di San Maurizio e Lazzaro che ne è tuttora proprietario.


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